Vai al contenuto principale
Torna al Blog
5 min di lettura•Pubblicato il 23 ottobre 2026Ultimo aggiornamento il 25 ottobre 2026Anche in :ENFRESPTDENL

Espatriati: creare legami con la gente del posto e unirsi alle comunità

Articolo redatto con l’assistenza dell’IA · Verifica le informazioni

Espatriati: creare legami con la gente del posto e unirsi alle comunità

Trasferirsi all'estero significa anche ricostruire una rete sociale dove nulla è familiare. Questo articolo vi aiuta a individuare ciò che conta: prepararsi all'arrivo, scegliere attività regolari per incontrare la gente del posto, trovare comunità di espatriati online e sul posto, e sfruttare i coworking e le piattaforme di incontro. Alla fine avrete un ordine d'azione semplice.

Perché creare legami è la vera sfida dell'insediamento

La solitudine non è un caso isolato nell'espatrio: secondo uno studio citato dalla CFE, l'87% degli espatriati si è già sentito isolato durante il soggiorno all'estero[1]. La causa più citata, per il 48% di loro, è la mancanza dei propri cari. Seguono le barriere linguistiche (24%), l'assenza di una rete locale (20%) e la difficoltà a orientarsi nel nuovo ambiente (18%)[1].

I giovani sono particolarmente esposti[1]. Nell'espatrio, le loro difficoltà sono amplificate dalla distanza dai propri cari, dalla nostalgia di casa, dal divario culturale, dalle difficoltà di integrazione, dalla perdita di punti di riferimento e dalla necessità di ricostruire la propria identità sociale in un ambiente dove nulla è familiare[1].

Un'altra situazione a parte: il coniuge. Se la vita sociale dell'espatriato si ricostruisce piuttosto in fretta all'estero, l'integrazione del coniuge si rivela molto più difficile[2]. La strada suggerita è avvicinarsi al tessuto associativo e amministrativo locale e partire con un vero progetto di espatrio[2].

Prima della partenza: preparare la propria integrazione

Si consiglia vivamente di prepararsi mentalmente ed emotivamente agli sconvolgimenti di un espatrio[1]. Informatevi sulla cultura locale, sulle usanze, sul costo della vita, ma anche sulle difficoltà di integrazione che incontrano i nuovi arrivati[1].

A tal fine, consultate forum e gruppi di espatriati sui social network, oppure confrontatevi direttamente con persone già stabilite sul posto[1]. Le loro testimonianze aiutano a evitare gli ostacoli e a capire meglio la vita quotidiana: più anticipate queste sfide, meno difficile sarà lo shock culturale e sociale[1].

Se seguite un coniuge, il progetto conta quanto la logistica: partire con un vero progetto di espatrio nei bagagli è uno dei consigli dati[2].

Incontrare la gente del posto: prima di tutto un'attività regolare

Un ottimo modo per attenuare rapidamente il senso di isolamento è partecipare alla vita locale[1]. Le porte d'accesso sono varie:

  • il volontariato;
  • i corsi di lingua;
  • i laboratori culturali;
  • i club sportivi;
  • i corsi di cucina locale.

Queste attività ampliano la vostra cerchia sociale e vi permettono di stringere legami con persone che condividono i vostri interessi[1]. Aiutano anche a sentirvi più connessi al Paese di accoglienza e danno senso all'espatrio[1]. Il vantaggio sta nella regolarità: vedere le stesse persone ogni settimana crea abitudini che gli incontri occasionali non danno.

Istruttore adulto e quattro partecipanti seduti a un tavolo in una stanza luminosa durante un'attività di apprendimento collettivo.

Per i coniugi di espatriati è proprio la strada del tessuto associativo locale a essere messa in evidenza[2].

Unirsi alle comunità di espatriati

Per entrare in contatto con altri espatriati, potete unirvi a gruppi Facebook, WhatsApp o Telegram, oppure rivolgervi a organismi come l'Alliance Française, gli Accueils locaux o le associazioni FLAM[1]. Queste ultime piste provengono da una fonte francese: a seconda della vostra nazionalità e del vostro Paese di accoglienza, gli organismi di accoglienza disponibili saranno diversi.

Queste comunità servono a rompere la solitudine, ma anche a raccogliere consigli pratici per l'insediamento: buone occasioni per l'alloggio, quartieri dove si vive bene, funzionamento del sistema sanitario locale, eventi da non perdere[1].

Coworking e piattaforme: dove cercare sul posto e online

Se siete freelance, studenti o lavorate da remoto, non restate isolati a casa. Gli spazi di coworking, i caffè e le biblioteche sono luoghi ideali per incontrare persone, dove vi capiterà di conoscere altri provenienti da orizzonti diversi, spesso nella stessa situazione[1].

Alcuni coworking propongono eventi o attività collettive, che possono essere l'occasione per ampliare la vostra rete sociale e professionale; informatevi presso lo spazio di vostra scelta.

Due professionisti che collaborano su un laptop a un tavolo di coworking con piante e colleghi nelle vicinanze.

Online esistono moltissime piattaforme per incontrare persone nel paese che vi ospita[1]. InterNations, ad esempio, si presenta come la più grande comunità globale di expat, con 5,7 milioni di membri in 420 città[3]. Dichiara circa 4.000 eventi e attività al mese, per incontrare altri expat attorno a interessi comuni[3]. Questi dati sono riportati da Slow Travel News e non sono stati verificati in modo indipendente.

Lingua e integrazione locale

Il livello di inglese varia molto da un paese all'altro e determina il modo in cui incontrerete gli abitanti. In Colombia, circa il 4,2% della popolazione parla inglese, quasi esclusivamente nei quartieri per expat (El Poblado a Medellín, nord di Bogotá); nella vita quotidiana lo spagnolo è indispensabile[4]. I colombiani apprezzano gli sforzi di chi parla spagnolo[4].

In Spagna il livello di inglese è discreto: lo si parla nelle aziende internazionali, nelle zone turistiche e tra i giovani urbani, senza essere diffuso ovunque[5]. In diverse regioni una lingua co-ufficiale convive con lo spagnolo (catalano, euskera, galiziano), e usare qualche parola della lingua regionale è molto apprezzato localmente[5].

I corsi di lingua hanno quindi un doppio vantaggio: vi rendono più autonomi e sono una delle attività regolari che permettono di incontrare persone[1].

Passaggi, in ordine

  • Prima della partenza: informatevi sulla cultura locale e unitevi a un gruppo di expat per scambiare informazioni con chi è già sul posto.
  • All'arrivo: iscrivetevi a un'attività regolare (corso di lingua, sport, volontariato, laboratorio) e contattate un ente di accoglienza.
  • Nella quotidianità: lavorate da un coworking, un caffè o una biblioteca piuttosto che da casa, e provate gli eventi delle piattaforme come InterNations.
  • Nel tempo: mantenete almeno un appuntamento fisso a settimana con abitanti del posto e un altro con altri expat.

Fonti

  1. 1.^ abcdefghijklmnopcfe.fr — Expatriazione: come rompere l'isolamento da giovane expat? - La Sécurité sociale des Expatriés - CFE: «L'87% degli expat si è già sentito isolato durante il soggiorno all'estero. La causa principale per la metà (48%) di loro: la mancanza dei propri cari. Tra le altre cause figurano anche le barriere linguistiche (24%), l'assenza di una rete locale (20%) e la difficoltà a orientarsi nel nuovo ambiente (18%).»; «In generale, i giovani sono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno.»; «In expatriazione queste sfide sono amplificate dalla distanza dai propri cari, dalla nostalgia di casa, dal divario culturale, dalle difficoltà di integrazione, dalla perdita di punti di riferimento e dalla necessità di ricostruire la propria identità sociale in un ambiente in cui nulla è familiare.» https://www.cfe.fr/en/-/expatriation-comment-rompre-l-isolement-en-tant-que-jeune-expat?pourquoilacfe (consultato il 22 ottobre 2026)
  2. 2.^ abcdlenouveleconomiste.fr — Coniuge di expat, un'avventura sociale | Le nouvel Économiste: «Ora, se per l'expat stesso la vita sociale si ricostruisce abbastanza in fretta oltre confine, per il coniuge l'integrazione si rivela molto più difficile.»; «La soluzione: avvicinarsi al tessuto associativo e amministrativo locale e partire con un vero progetto di expatriazione in valigia.» https://www.lenouveleconomiste.fr/lesdossiers/conjoint-dexpatrie-une-aventure-sociale-20272/ (consultato il 22 ottobre 2026)
  3. 3.^ abslowtravelnews.com — The Best & Worst Countries for Living Abroad – Slow Travel News: «Con 5,7 milioni di membri in 420 città del mondo, InterNations è la più grande comunità globale e una fonte di informazioni per chi vive e lavora all'estero.»; «Con circa 4.000 eventi e attività al mese, i membri hanno la possibilità di incontrare altre persone aperte al mondo e di scambiarsi opinioni su interessi comuni.» https://slowtravelnews.com/2025/09/06/the-best-worst-countries-for-living-abroad/ (consultato il 22 ottobre 2026)
Mostra le altre 2 fonti
  1. 4.^ abMira Knowledge — In Colombia solo circa il 4,2% della popolazione parla inglese, quasi esclusivamente nei quartieri per expat (El Poblado a Medellín, nord di Bogotá), e lo spagnolo è indispensabile nella vita quotidiana. Verificato il 13/06/2026: 2 fonti concordanti (livingcost.org, expat.com). https://livingcost.org/cost/colombia (consultato il 13 giugno 2026)
  2. 5.^ abMira Knowledge — In Spagna il livello di inglese è moderato: è parlato nelle aziende internazionali, nelle zone turistiche e dalle giovani generazioni urbane, senza essere diffuso in modo generalizzato. Verificato il 11 giugno 2026: fonte di riferimento commisceo-global.com. https://commisceo-global.com/country-guides/spain-guide (consultato il 11 giugno 2026)

Condividi

Discussione

Accedi per partecipare alla discussione

Ancora nessun commento. Inizia tu la discussione!