Il nomade digitale è una persona che lavora da remoto tramite internet spostandosi da un luogo all'altro, invece di vivere e lavorare sempre nello stesso posto.[1] Nel 2026 il termine va ben oltre l'immagine del portatile in spiaggia: milioni di dipendenti, freelance e fondatori uniscono lavoro da remoto e viaggi, con regole su visti, tasse e assicurazioni che dieci anni fa quasi non esistevano.
In questa guida vediamo cosa significa davvero la parola, da dove viene, cosa distingue un nomade digitale da chi lavora da remoto, da un espatriato o da un turista, quanti sono e cosa richiede questo stile di vita nella pratica. Ogni dato ha la sua fonte.
Nomade digitale: significato
I dizionari concordano su due ingredienti: il lavoro a distanza e la mobilità. Il Cambridge Dictionary definisce il digital nomad come «una persona che non ha un ufficio né una casa fissi e lavora da paesi, città o edifici diversi grazie a internet».[1] Per il Merriam-Webster è «qualcuno che svolge la propria professione interamente via internet mentre viaggia».[2]
I ricercatori ne aggiungono un terzo: la durata. In una rassegna della letteratura molto citata, Hannonen descrive i nomadi digitali come «una categoria emergente di professionisti molto mobili, il cui lavoro non dipende dal luogo», che «lavorano viaggiando in modo (semi)permanente, e viceversa».[3] Due settimane di vacanza con il portatile non fanno di te un nomade digitale; uno stile di vita costruito attorno al lavoro in movimento sì.
- Lavoro da remoto: lavori online, per aziende o clienti che di solito non si trovano nel paese in cui vivi.
- Mobilità: cambi luogo regolarmente, per qualche settimana o per diversi mesi.
- Nessuna base fissa: il viaggio fa parte della vita, non è una pausa.
Da dove viene il termine?
L'espressione è stata resa popolare da Tsugio Makimoto e David Manners nel libro Digital Nomad, pubblicato da John Wiley & Sons nell'ottobre 1997.[4] Come ricorda BBC Travel, gli autori immaginavano già una forza lavoro di giramondo che si sarebbero collegati dall'estero grazie ai progressi della tecnologia.[5]
Portatili, wi-fi e smartphone hanno poi trasformato quella previsione in realtà quotidiana. E negli ultimi anni la crescita è stata particolarmente forte: negli Stati Uniti il numero di nomadi digitali è aumentato del 153% dal 2019.[6]
Nomade digitale, smart worker, espatriato o turista: che differenza c'è?
Il nomade digitale ha tratti in comune con altri profili, ed è per questo che il termine viene spesso usato a sproposito. La differenza si riduce a tre domande: lavori? Ti sposti regolarmente? Ti stabilisci in un solo posto?
Nomade digitale e lavoratore da remoto
Chi lavora da remoto lavora fuori dall'ufficio dell'azienda, di solito da casa. Il nomade digitale è un lavoratore da remoto che, in più, cambia spesso luogo. Tutti i nomadi digitali lavorano da remoto, ma la maggior parte di chi lavora da remoto non è nomade.
Nomade digitale ed espatriato
L'espatriato si trasferisce in un paese e ci si stabilisce, spesso con un lavoro locale o un incarico dell'azienda. Il nomade digitale continua a lavorare per aziende o clienti che si trovano altrove e di solito riparte dopo qualche settimana o qualche mese.
Nomade digitale e turista
Il turista viaggia per piacere. Il nomade digitale lavora durante il soggiorno, ed è proprio per questo che le regole sull'immigrazione contano: in molti paesi lo status di turista o di visitatore non consente di lavorare, nemmeno da remoto (ne parliamo più avanti).
Slowmad e lavoratori «location independent»
Gli «slowmad» restano diversi mesi nello stesso posto invece di cambiare città ogni settimana, un ritmo più sostenibile per il portafoglio, i visti e il benessere. «Location independent» indica un lavoro che si può fare da qualsiasi luogo; «nomade digitale» indica chi lo fa davvero spostandosi. Il resto del vocabolario lo trovi nel nostro glossario del nomade digitale.
Quanti sono i nomadi digitali?
Non esiste un censimento mondiale dei nomadi digitali. I dati più citati arrivano dagli Stati Uniti: secondo lo studio State of Independence 2025 di MBO Partners, 18,5 milioni di lavoratori americani sono oggi nomadi digitali, il 2,2% in più rispetto all'anno precedente.[6] Si tratta di circa il 12% della forza lavoro statunitense.[6]
I numeri relativi ad altri paesi o al mondo intero sono stime. Diffida di qualsiasi cifra globale che non spieghi come è stata calcolata.
Chi sono oggi i nomadi digitali?
L'immagine del giovane freelance con lo zaino in spalla è superata. Secondo MBO Partners, i nomadi digitali con un lavoro dipendente sono passati da 10,2 milioni nel 2024 a 11,2 milioni nel 2025, mentre quelli indipendenti sono scesi a 7,3 milioni.[6] Oggi i dipendenti sono nettamente più numerosi dei freelance.
Dipendenti da remoto
Dipendenti a tempo pieno che lavorano da remoto per un'azienda e viaggiano con il suo consenso. MBO Partners osserva che sempre più aziende adottano policy dedicate ai nomadi digitali, che stabiliscono le regole per lavorare dall'estero.[6]
Freelance e professionisti indipendenti
Sviluppatori, designer, traduttori, copywriter, esperti di marketing e consulenti che vendono i propri servizi a clienti in più paesi. Dai un'occhiata alla nostra lista dei migliori lavori per nomadi digitali.
Imprenditori online
Fondatori che gestiscono la propria attività online. Alcuni visti li prevedono esplicitamente: il Digital Nomad Visa dell'Estonia è aperto a chi lavora per un datore di lavoro registrato all'estero, guida una propria società registrata all'estero o lavora come freelance per clienti per lo più fuori dall'Estonia.[7]
Slowmad e soggiorni lunghi
Nomadi che restano diversi mesi, o anche un anno, nella stessa destinazione, spesso con un permesso dedicato, e che lì si costruiscono una routine, una comunità e una rete di contatti.
La maggior parte dei nomadi si sposta meno di quanto dica il cliché. Su Nomads.com, una piattaforma comunitaria, i viaggi dei membri durano in media 62 giorni in una città (la mediana è di 7 giorni, abbassata dalle tante tappe brevi) e 172 giorni in media in un paese, circa sei mesi.[8]
Che lavoro fanno i nomadi digitali?
Quasi tutti i lavori che si possono svolgere online. Su Nomads.com, le professioni più diffuse tra i membri sono lo sviluppo software, la fondazione di startup, lo sviluppo web, il marketing, i lavori creativi e il SaaS.[8] Tra i membri che indicano il proprio tipo di impiego, il 37% lavora a tempo pieno per un'azienda, il 19% è freelance e un altro 19% ha fondato una startup; gli altri sono collaboratori esterni, titolari di agenzia o lavorano part-time.[8]
Attenzione: questi dati descrivono i membri di una sola piattaforma, dove i profili tech sono sovrarappresentati. Ad esempio, l'83% dei suoi membri attivi sono uomini,[8] contro il 56% dei nomadi digitali nello studio americano di MBO Partners.[6] Mostrano lavori tipici, non l'intera popolazione. Per altre idee, leggi i migliori lavori per nomadi digitali.
Quanto guadagna un nomade digitale?
I redditi variano moltissimo, e i dati migliori vengono da sondaggi con limiti noti. Tra i 5.940 membri di Nomads.com che dichiarano il proprio reddito, il 7% guadagna meno di 25.000 dollari l'anno, il 15% tra 25.000 e 50.000, il 33% tra 50.000 e 100.000, il 35% tra 100.000 e 250.000 e l'11% oltre 250.000; la mediana è di 85.000 dollari l'anno.[8] Poiché il campione è sbilanciato verso i lavori tech, considera questi numeri una stima alta più che una media di tutti i nomadi.
I soldi non sono sempre la motivazione principale: secondo MBO Partners, circa quattro nomadi digitali su cinque (81%) si dicono molto soddisfatti o soddisfatti del proprio reddito.[6] Per vivere legalmente in molti paesi, però, il tuo reddito deve superare le soglie per il visto che trovi qui sotto.
Essere nomade digitale è legale?
Lavorare da remoto da un altro paese è legale quando il tuo status migratorio lo consente. Cosa è permesso dipende dal paese, dalla tua cittadinanza e dalla durata del soggiorno, e le regole cambiano spesso.
I visti per nomadi digitali
Molti paesi offrono ormai un permesso specifico. Condé Nast Traveller contava 67 paesi con un visto per nomadi digitali nel 2025;[9] il conteggio cambia da una fonte all'altra perché ogni paese definisce questi permessi a modo suo. I requisiti tipici: un reddito minimo prodotto fuori dal paese, un'assicurazione sanitaria, la fedina penale pulita e il divieto di lavorare per datori di lavoro locali.
Alcuni esempi, con gli importi pubblicati dalle fonti ufficiali:
- Spagna: il 200% del salario minimo spagnolo, cioè 2.442 € al mese per un richiedente single nel 2026, più 916 € al mese per il primo familiare a carico; fino al 20% dell'attività professionale può essere svolta per aziende spagnole.[10]
- Croazia: almeno 3.622,50 € al mese, per un soggiorno fino a 18 mesi; bisogna lavorare per un'azienda non registrata in Croazia e non fornire servizi a datori di lavoro croati.[11]
- Estonia: soggiorno fino a un anno; il sito dell'e-Residency indica una soglia di 4.500 € netti al mese,[7] mentre la tabella del Ministero degli Esteri per il visto D riporta 132 € al giorno (3.960 € al mese) per il telelavoro.[12] Meglio verificare l'importo con l'ambasciata prima di presentare la domanda.
- Portogallo: un reddito medio mensile, negli ultimi tre mesi, pari ad almeno quattro volte il salario minimo portoghese,[13] cioè 3.680 € al mese nel 2026, con un salario minimo di 920 €.[14]
- Malta: un reddito lordo annuo minimo di 42.000 € per le domande presentate dal 1° aprile 2024, più un'assicurazione sanitaria.[15]
- Costa Rica: almeno 3.000 dollari al mese guadagnati fuori dal paese, oppure 4.000 dollari al mese se la tua famiglia presenta domanda insieme a te.[16]
Queste soglie vengono aggiornate spesso, in molti casi ogni anno. Trovi altre destinazioni nella nostra guida ai visti per nomadi digitali e la differenza con un permesso classico in Visto per nomadi digitali o permesso di lavoro?.
I paesi senza uno status dedicato
Dove non esiste un permesso dedicato, lavorare da remoto con uno status di visitatore è spesso una zona grigia. Le fonti ufficiali della Guyana non menzionano alcun visto per lavoro da remoto o per nomadi digitali;[17] il Sudafrica in genere tollera il lavoro da remoto per un datore di lavoro straniero durante un breve soggiorno da visitatore, ma non ha ancora un visto per lavoro da remoto pienamente operativo.[18] Altri hanno creato una propria via: Dubai rilascia un permesso di residenza per il lavoro virtuale agli stranieri impiegati da un'organizzazione con sede fuori dal paese.[19] Prima di partire, controlla sempre il sito ufficiale dell'immigrazione.
Le tasse: l'aspetto più sottovalutato
Spostarsi non sospende gli obblighi fiscali. In genere i paesi stabiliscono la residenza fiscale combinando i giorni trascorsi sul territorio con i legami personali ed economici, e 183 giorni è una soglia comune. In Lettonia, ad esempio, chi è presente per 183 giorni o più in un qualsiasi periodo di 12 mesi è fiscalmente residente.[20]
Anche le regole sui redditi esteri cambiano da paese a paese. In Thailandia i residenti pagano le tasse sui redditi esteri percepiti dal 1° gennaio 2024 quando li portano nel paese.[21] Alcuni permessi per nomadi prevedono regole fiscali proprie, come a Malta.[22]
Non avere una casa fissa non significa non essere residenti fiscali da nessuna parte. Prima di partire, verifica con un commercialista dove pagherai le tasse e cosa succede in Italia o nel tuo paese d'origine.
Assicurazione sanitaria e cure mediche
La copertura sanitaria nazionale potrebbe non seguirti all'estero, e l'assicurazione viaggio della carta di credito di solito ha una durata limitata. Molti permessi per nomadi richiedono un'assicurazione sanitaria: Malta, ad esempio, la chiede a tutti i richiedenti.[15] Verifica il requisito esatto sulla pagina ufficiale di ogni paese e leggi il nostro articolo Da backpacker a nomade digitale: visto, assicurazione e insidie.

Pro e contro della vita da nomade digitale
I vantaggi
- La libertà di scegliere dove vivere e lavorare.
- Il tempo per scoprire altre culture e altre lingue, soprattutto viaggiando con calma.
- Un costo della vita potenzialmente più basso, a seconda della destinazione: leggi il vero costo della vita a Medellín.
- Più flessibilità per i dipendenti, man mano che le aziende adottano policy per i nomadi digitali.[6]
Gli svantaggi
- Pratiche per visti, tasse e assicurazioni che non finiscono mai davvero.
- Fusi orari che possono complicare il lavoro con clienti e colleghi.
- Isolamento e confini sfumati tra lavoro e tempo libero: secondo la ricerca, il nomadismo digitale «non sempre è vissuto come autonomo e libero, ma come uno stile di vita che richiede molta disciplina e autodisciplina».[23]
- Entrate irregolari per freelance e imprenditori.
La solitudine merita un discorso a parte. Uno studio basato su 30 interviste approfondite descrive questo stile di vita come «un continuum che può, ma non necessariamente, portare a sentirsi soli», e indica la «mancanza di sostegno sociale, spesso legata alla possibilità di restare in un posto abbastanza a lungo da costruirsi una rete».[24] Viaggiare più lentamente, frequentare coworking, provare il coliving e unirsi a community online sono le risposte più comuni; lo stesso studio cita i gruppi Facebook, Slack e MeetUp tra i canali principali per conoscere persone.[24]
Insidie e punti di attenzione
- Lavorare con uno status da turista dove non è consentito: in molti paesi lo status di visitatore non è un permesso di lavoro, anche se il datore di lavoro è all'estero.
- Diventare fiscalmente residente senza accorgersene, ad esempio restando 183 giorni o più nello stesso paese.[20]
- Lavorare per clienti locali quando il permesso lo vieta: il permesso croato esclude i servizi a datori di lavoro in Croazia,[11] e quello maltese i servizi ad aziende maltesi.[15]
- Un'assicurazione sanitaria che non soddisfa i requisiti del visto, cosa che può bloccare o ritardare la domanda.
- Vivere il nomadismo come una vacanza infinita: senza routine né limiti, la trappola della libertà descritta dai ricercatori è reale.[23]
Come diventare nomade digitale
In breve: assicurati un reddito che non dipenda dal luogo, scegli le destinazioni in base a visti e budget, sistema tasse e assicurazione prima di partire e cerca una comunità fin dal primo giorno. La nostra guida passo passo spiega ogni tappa: Come diventare nomade digitale nel 2026.
Domande frequenti
Cosa significa nomade digitale, in parole semplici?
Una persona che lavora online e viaggia allo stesso tempo, vivendo in posti diversi invece di avere una casa e un ufficio fissi.[1]
Nomade digitale e lavoratore da remoto sono la stessa cosa?
No. Chi lavora da remoto può farlo da casa tutti i giorni; il nomade digitale è un lavoratore da remoto che, in più, cambia luogo regolarmente.
È legale lavorare da remoto con un visto turistico?
Dipende dal paese. Alcuni hanno creato permessi dedicati, altri tollerano i soggiorni brevi e molti lasciano la questione in una zona grigia.[18] Controlla il sito ufficiale dell'immigrazione della tua destinazione.
I nomadi digitali pagano le tasse?
Sì. Puoi diventare fiscalmente residente in un paese dopo un certo periodo, spesso 183 giorni,[20] e il tuo paese d'origine può continuare a tassarti. Senti un commercialista prima di partire.
Quanto bisogna guadagnare per ottenere un visto da nomade digitale?
Dipende dal paese: nel 2026, circa 2.442 € al mese per un richiedente single in Spagna,[10] 3.622,50 € al mese in Croazia,[11] 3.680 € al mese in Portogallo,[13][14] 42.000 € lordi l'anno a Malta[15] e 3.000 dollari al mese in Costa Rica.[16]
Quanto guadagnano i nomadi digitali?
I sondaggi mostrano forti differenze. Tra i membri di Nomads.com che dichiarano il reddito, la mediana è di 85.000 dollari l'anno, su un campione orientato al settore tech.[8] Negli Stati Uniti, l'81% dei nomadi digitali si dice soddisfatto del proprio reddito.[6]
Qual è il paese migliore per i nomadi digitali?
Non c'è una risposta unica: dipende dal passaporto, dal reddito, dal budget e dal fuso orario. Parti dai paesi che offrono uno status legale a chi lavora da remoto (vedi la nostra guida ai visti per nomadi digitali) e dalle città con una community forte, come Barcellona.
Quanti nomadi digitali ci sono nel mondo?
Non esiste un censimento mondiale. Negli Stati Uniti, MBO Partners conta 18,5 milioni di lavoratori nomadi digitali nel 2025.[6]
In sintesi
- Il nomade digitale unisce lavoro da remoto e viaggi frequenti, senza un'unica base fissa.
- Il termine è stato reso popolare nel 1997 dal libro Digital Nomad di Makimoto e Manners.
- Negli Stati Uniti i nomadi digitali sono 18,5 milioni, e i dipendenti ormai superano i freelance.
- Visti, tasse e assicurazione fanno parte di questo stile di vita: non sono dettagli.
- Funziona meglio come stile di vita pianificato che come vacanza infinita.

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Unisciti alla CommunityFonti
- 1.^ abcCambridge Dictionary, digital nomad https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/digital-nomad (consultato il 3 ottobre 2026)
- 2.^Merriam-Webster, digital nomad https://www.merriam-webster.com/dictionary/digital%20nomad (consultato il 3 ottobre 2026)
- 3.^Hannonen O. (2020), In search of a digital nomad: defining the phenomenon, Information Technology & Tourism, 22, 335–353. doi:10.1007/s40558-020-00177-z https://link.springer.com/article/10.1007/s40558-020-00177-z (consultato il 3 ottobre 2026)
Mostra le altre 21 fontiNascondi
- 4.^Makimoto T. & Manners D., Digital Nomad, John Wiley & Sons, October 1997 https://www.wiley-vch.de/en?isbn=9780471974994&option=com_eshop&view=product (consultato il 3 ottobre 2026)
- 5.^BBC Travel (2024), The evolution of the digital nomad https://www.bbc.com/travel/article/20240925-the-evolution-of-the-digital-nomad (consultato il 3 ottobre 2026)
- 6.^ abcdefghijMBO Partners, Digital Nomads (2025 State of Independence study) https://www.mbopartners.com/state-of-independence/digital-nomads (consultato il 3 ottobre 2026)
- 7.^ abe-Residency of Estonia, Digital Nomad Visa https://www.e-resident.gov.ee/nomadvisa/ (consultato il 3 ottobre 2026)
- 8.^ abcdefNomads.com (formerly Nomad List), The 2026 State of Digital Nomads — live statistics from member profiles and trips https://nomads.com/digital-nomad-statistics (consultato il 3 ottobre 2026)
- 9.^Condé Nast Traveller, 67 countries that offer a digital nomad visa in 2025 https://www.cntraveller.com/gallery/countries-that-offer-a-digital-nomad-visa (consultato il 3 ottobre 2026)
- 10.^ abConsulate General of Spain in Washington, Telework visa (requirements for 2026) https://www.exteriores.gob.es/Consulados/washington/en/ServiciosConsulares/Paginas/Consular/Telework-visa.aspx (consultato il 3 ottobre 2026)
- 11.^ abcCroatian Ministry of the Interior, Temporary stay of digital nomads https://mup.gov.hr/aliens-281621/stay-and-work/temporary-stay-of-digital-nomads/286833 (consultato il 3 ottobre 2026)
- 12.^Estonian Ministry of Foreign Affairs, Application for a long-stay (D) visa https://vm.ee/en/consular-visa-and-travel-information/visa-information/application-long-stay-d-visa (consultato il 3 ottobre 2026)
- 13.^ abPortuguese Ministry of Foreign Affairs, Vistos nacionais: residência (remote work / digital nomad residence visa) https://vistos.mne.gov.pt/pt/vistos-nacionais/documentacao-instrutoria/residencia (consultato il 3 ottobre 2026)
- 14.^ abDecreto-Lei n.º 139/2025, Diário da República (minimum wage of €920 from 1 January 2026) https://diariodarepublica.pt/dr/detalhe/decreto-lei/139-2025-992879809 (consultato il 3 ottobre 2026)
- 15.^ abcdResidency Malta Agency, Nomad Residence Permit: eligibility https://nomad.residencymalta.gov.mt/nomad-eligibility/ (consultato il 3 ottobre 2026)
- 16.^ abVisit Costa Rica (Costa Rican Tourism Board), Digital nomads: requirements https://www.visitcostarica.com/digital-nomads/requirements (consultato il 3 ottobre 2026)
- 17.^Ministry of Foreign Affairs of Guyana, Visa information https://www.minfor.gov.gy/visa-information (consultato il 3 ottobre 2026)
- 18.^ abDepartment of Home Affairs, South Africa https://www.dha.gov.za/ (consultato il 3 ottobre 2026)
- 19.^General Directorate of Residency and Foreigners Affairs Dubai, Residence permit for virtual work https://gdrfad.gov.ae/en/services/f52024e3-b812-11ed-5210-4cd98f768936 (consultato il 3 ottobre 2026)
- 20.^ abcPwC Worldwide Tax Summaries, Latvia: individual residence https://taxsummaries.pwc.com/latvia/individual/residence (consultato il 3 ottobre 2026)
- 21.^PwC Worldwide Tax Summaries, Thailand: taxes on personal income https://taxsummaries.pwc.com/thailand/individual/taxes-on-personal-income (consultato il 3 ottobre 2026)
- 22.^Commissioner for Revenue, Malta https://cfr.gov.mt/ (consultato il 3 ottobre 2026)
- 23.^ abCook D. (2020), The freedom trap: digital nomads and the use of disciplining practices to manage work/leisure boundaries, Information Technology & Tourism. doi:10.1007/s40558-020-00172-4 https://link.springer.com/article/10.1007/s40558-020-00172-4 (consultato il 3 ottobre 2026)
- 24.^ abMiguel C., Lutz C. et al. (2025), 'Alone on the road': loneliness among digital nomads and the use of social media to foster personal relationships, Media, Culture & Society, 47(3), 546–566. doi:10.1177/01634437241290087 https://centaur.reading.ac.uk/119033/ (consultato il 3 ottobre 2026)


